18 Maggio 2020
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Come ottenere un buon audio anche in casa

Come ottenere un audio chiaro, pulito e con poco riverbero anche tra le mura di casa?


Se con i giusti accorgimenti possiamo ottenere degli ottimi video anche in ambiente domestico, l’audio viene spesso trascurato. Questo aspetto non va invece sottovalutato, la componente audio contribuisce per il 50% all’esperienza dei nostri utenti. 



Errori principali


Quando facciamo una registrazione in casa abbiamo quasi sempre una serie di nemici che sono principalmente : 

* Uso errato del microfono 

* Rumori di fondo 

* Riverbero 

* Mancanza di profondità 


In questo articolo scopriamo come ottenere un ottimo audio per le nostre riprese in casa, ma non solo. 



Il giusto uso del microfono


Partiamo dall’uso del microfono. Una cosa che viene spesso ignorata è la distanza che c’è tra noi e il microfono. In generale, dobbiamo cercare di avere il microfono il più vicino possibile alla fonte sonora, nel nostro caso la nostra voce. Alcuni microfoni, potrebbero finire nell’inquadratura, come ad esempio i microfoni a clip o i microfoni da studio. Cerchiamo quindi di capire che opzioni abbiamo. 

Esistono varie tipologie di microfoni,  e conoscere le caratteristiche di quello che abbiamo a disposizione ci permette di usarlo nel modo corretto. 

Per rendere la spiegazione semplice e alla portata di tutti eviteremo tutti i tecnicismi. Non parleremo di diagramma polare, sensibilità, non ci sentirete parlare di microfoni dinamici, a condensatore, a cardioide, a fucile e tutto il resto, chiediamo quindi in anticipo perdono agli esperti se le nostre indicazioni non saranno da manuale. Se volete approfondire questi aspetti tecnici, fatecelo sapere commenti. 

Quindi che tipi di microfono possiamo avere a disposizione? 

* Integrati 

* A clip 

* Direzionali 

* Da Studio 

Partiamo da quelli integrati, sono quelli che abbiamo a bordo della fotocamera, della webcam, ma anche su smartphone e pc. Su questo tipo di microfoni non si può fare molto affidamento e la qualità dell’audio è molto variabile da modello a modello. In generale questi microfoni non si riescono a posizionare vicino alla fonte sonora,  di conseguenza capteranno molti rumori di fondo e molto riverbero.   Essendo poi integrati sono tipicamente di dimensioni ridotte, pertanto l’audio registrato sarà meno profondo, e meno ricco di sfumature. 


Passiamo ora al microfono a clip, questo possiamo posizionarlo molto più vicino alla fonte sonora, l’ideale sarebbe metterlo in mezzo al petto, soprattutto se usiamo una camicia, ma anche sul colletto andrà comunque bene. 

Nel video potete sentire un confronto fra le tracce audio registrate con i due diversi microfoni, apprezzandone la differenza. 

Un microfono a clip è sempre un ottima soluzione, economica, molto flessibile, segue il soggetto in tutti i suoi eventuali spostamenti,  permetterà di ottenere subito un sensibile miglioramento. Nel nostro esempio abbiamo utilizzato un BOYA BY M1,  costa circa 20 € su Amazon e funziona sia con pc, fotocamere e smartphone. Sugli smartphone che non hanno la presa jack, qualora non fossero stati forniti adattatori, potete trovarli su Amazon a cifre attorno ai 10 €. 

Apparentemente un microfono a clip non ha svantaggi, un suo grande difetto è però quello di vedersi sempre nelle inquadrature. Un altro difetto invece dipende proprio dal fatto che questo microfono si attacca ai vestiti, quindi con i movimenti del soggetto si potrebbero registrare rumori indesiderati.

Inoltre i modelli più economici sono omnidirezionali, quindi captano il suono in tutte le direzioni, aumentando quindi rumore di fondo e riverbero. 

Un microfono direzionale risolve quasi tutti i problemi dei microfoni a clip. Si può posizionare in modo che non rientri nell’inquadratura ed essendo appunto direzionale ridurrà tutti i suoni che non provengono dalla giusta direzione,  ovvero dalla fonte sonora, nel nostro caso la nostra voce. Otterremo quindi minore rumore di fondo e minore riverbero. Inoltre non essendo attaccato ai vestiti non si genereranno rumori indesiderati. 

Tipicamente questi microfoni, anche di livello base, sono di qualità superiore rispetto ai microfoni a clip di medesimo livello, pertanto il suono, anche su modelli economici sarà migliore. E’ importante posizionare questi microfoni alla giusta distanza, il range tra i 25 cm e i 60 cm andrà bene nella maggior parte dei casi. 

Se vogliamo trovare dei difetti in questo tipo di microfoni, ne evidenziamo principalmente due. Non sono compatti come i microfoni a clip e non seguono gli spostamenti del soggetto a meno di avere un operatore dedicato. Sono quindi adatti a riprese dove il soggetto è fermo. 

Un buon modello di base è il Boya BY PVM1000, che viene fornito di adattatore XLR jack per poter funzionare su fotocamere, pc e smartphone. Lo trovate su Amazon a circa 70 €. Un modello superiore che si può usare anch’esso su fotocamere, pc e smartphone, è il rode NTG4 plus, in questo caso dovrete però aggiungere un supporto e un adattatore XLR jack. Lo trovate su Amazon a circa 200 €. Chiaramente la qualità è decisamente superiore al Boya. 

Modelli di livello superiore come il Rode NTG5 o il Deity smic2  richiedono l’alimentazione phantom, pertanto non è possibile usarli con un adattatore XLR jack, serve un’interfaccia audio specifica, normalmente presente in registratori e schede audio di fascia medio/alta. Se volete un approfondimento in merito scrivetelo nei commenti. 


Arriviamo infine ai microfoni da studio. Questi microfoni costituiscono una categoria a parte rispetto ai precedenti in quanto servono in casi ben specifici. I microfoni da studio, hanno la capacità di captare suoni molto dettagliati, riusciremo quindi a registrare molto fedelmente la nostra voce. Otterremo un suono molto caldo, profondo e realistico, ricco di sfumature. 

Ma se non correttamente utilizzato otterremo anche molto riverbero e un sacco di rumore ambientale. 

Questo tipo di microfono è quello più abusato: cercando in rete si trovano parecchi video di persone che lo usano, ma il microfono è distante e a volte non è nemmeno rivolto verso la sorgente sonora. Il corretto posizionamento è di fronte alla bocca ad una distanza di circa 15 centimetri.  Se cantiamo potremo tenerlo un po più distante quando emettiamo suoni forti ma se stiamo parlando, la distanza corretta è questa. 

Questo posizionamento copre necessariamente parte del nostro volto, soprattutto se abbiamo anche montato un filtro anti-pop. In una ripresa non è mai una buona cosa avere parte del volto coperto. Potremmo cercare un compromesso posizionandolo più in basso in modo da coprire meno il nostro viso ma la resa sarà nettamente inferiore. Inoltre questi microfoni, sono molto sensibili, aumentando la distanza dalla nostra bocca, cattureranno molti rumori di fondo e molto riverbero. 

In generale, a meno di scendere a qualche compromesso, questi microfoni non sono adatti a delle riprese video, se non in contesti particolari, come ad esempio per cantanti e musicisti, ma soprattutto in ambienti trattati acusticamente. 



Il riverbero


Ma cosa fare se una volta scelto il giusto microfono e dopo averlo usato correttamente notiamo sempre dei rumori di fondo e soprattutto del riverbero? 

Quello che dobbiamo fare è trattare l’ambiente dove stiamo registrando

In ambiente domestico e poco praticabile pensare di insonorizzare completamente la stanza al fine di minimizzare i rumori di fondo,  non ci resta quindi che scegliere un locale il più possibile tranquillo e silenzioso, tenere finestre e porte chiuse e spegnere tutte le fonti di rumore come ventilatori, condizionatori ma anche orologi e computer. 

Il nostro nemico principale in ambiente domestico è il riverbero

Il riverbero è un fenomeno acustico legato alla riflessione dell'onda sonora da parte di un ostacolo posto davanti alla fonte sonora. Semplice no? 

Per spiegare cos’è il riverbero facilmente facciamo un esempio. Immaginiamo di essere un un locale e davanti a noi, a distanza di 2 metri, abbiamo una parete. Quando parliamo l’onda sonora della nostra voce si propaga di fronte a noi, quando incontra la parete, questa viene riflessa e una parte ritorna verso di noi. Poichè il suono nell’ambiente non si propaga istantaneamente, ma si propaga ad una determinata velocità (grafica 340 m/s), ne risulta che l’onda riflessa dalla parete tornerà verso di noi con un leggero ritardo. 

Se introduciamo adesso un microfono, posizionato a 50 cm da noi, cosa succede quando parliamo. L’onda sonora esce dalla nostra bocca e per prima cosa incontra il microfono che inizia a registrarla, poi l’onda prosegue fino a raggiungere la parete che la rifletterà e la farà tornare indietro. Durante il ritorno incontrerà nuovamente il microfono che la registrerà nuovamente, ma con un leggero ritardo rispetto all’andata. Questo fenomeno crea quel fastidio che chiamiamo riverbero. 

Se aggiungiamo il fatto che l’onda non si propaga mai in un unica direzione, ma si divide in diverse onde che vanno in molte direzioni diverse e che a loro volta vengono riflesse da superfici diverse, capiamo facilmente che in ambiente domestico il riverbero costituisce il principale problema. 



Come ridurre il riverbero: produzione e post-produzione


Come possiamo quindi ridurre questo fenomeno tra le mura di casa? 

Dobbiamo fare in modo di ridurre il più possibile le principali riflessioni che potremmo avere. Per fare questo si possono usare tappeti, coperte e tende spesse, chiaramente se non abbiamo a disposizione pannelli fonoassorbenti. Anche pavimenti e soffitti riflettono le onde sonore, cerchiamo quindi di avere un tappeto sotto di noi. Usiamo poi una coperta davanti a noi,  dietro la fotocamera andrà bene oppure anche sulla parete immediatamente dietro. Se possibile facciamo la stessa cosa anche lateralmente e dietro. 

Se possiamo investire dei soldi procuriamoci dei pannelli fonoassorbenti. Sappiamo che in ambiente domestico saranno scomodi da gestire, ma esistono soluzioni che si possono avvolgere e mettere via, come il rotolo in waveform pet della Grifal; è largo 1,20 metri e lungo 3 metri, lo potete trovare su Amazon a circa 95 €. 

Tutti questi accorgimenti non elimineranno del tutto il riverbero, ma aiuteranno a ridurlo quanto basta per migliorare le nostre registrazioni. 

Se non siamo ancora soddisfatti del risultato, possiamo migliorare ulteriormente il nostro audio in post produzione. Come? Principalmente con due strumenti: 

* Un equalizzatore 

* Uno strumento di riduzione del riverbero 

Partiamo con l’equalizzatore, quasi sempre presente in tutti i software di montaggio audio-video, ci permette di ridurre i rumori di fondo, e di ottimizzare il suono della nostra voce. Possiamo anche usarlo per ridurre parzialmente il riverbero, in quanto sarà maggiormente presente a determinate frequenze. 

Se vogliamo invece fare i “miracoli” e toglierci di mezzo il riverbero, anche quando ne abbiamo tanto, dobbiamo ricorrere a software specifici, quasi sempre a pagamento, come iZotope Rx7 oppure Accusonus Era Bundle

Vi consigliamo quest’ultimo, in quanto è molto semplice ed intuitivo da usare e anche nella versione standard offre un set di strumenti estremamente efficaci. In questo momento costa circa 150 dollari, mentre la versione pro costa 499 dollari. Funziona sia su Mac che su Windows, ed è compatibile con i principali strumenti di montaggio audio-video. Nel nostro caso abbiamo usato Final cut pro, ma  funziona in maniera simile su Adobe premiere e su Da vinci resolve. Possiamo usarlo anche solo per l’audio con software come garageband e audacity

Prendiamo ora l’audio dopo la fase di equalizzazione, applichiamo l’effetto de-noise e anche l’effetto de-reverb e il gioco è fatto. La differenza prima e dopo gli effetti applicati è sorprendente! 

La versione pro oltre ad avere gli stessi effetti della versione standard, include anche altri effetti utili, ma uno in particolare può migliorare ancora di più il nostro audio. Si tratta di Era-d che sostituisce integralmente gli effetti de-noise e de-reverb, combinandoli in un unico effetto che utilizza un processo di machine learning per ripulire ancora meglio le nostre tracce audio. 

Un ultimo valido trucco è aggiungere una musica di sottofondo che ci aiuterà a nascondere eventuali difetti audio che non siamo riusciti a eliminare. 


Bene, abbiamo sentito come il corretto uso del microfono, alcuni accorgimenti rispetto all’ambiente di registrazione e il giusto software in post produzione possono stravolgere la nostra qualità audio, anche senza avere uno studio di registrazione. 

Fateci avere i vostri commenti e divertiamoci a sperimentare in casa.


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