6 Aprile 2021
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Diritto di recesso: tutto quello che c'è da sapere per un corso online

Cos'è? Quando e se è previsto dalla legge? Chi lo può esercitare? Meglio osteggiarlo o accoglierlo? E' davvero solo uno svantaggio, o può celare anche dei vantaggi per la nostra attività?


Parliamo di uno dei più importanti diritti del consumatore, ossia il  così detto "diritto al ripensamento". Fondamentalmente da al consumatore la possibilità di cambiare idea sull'acquisto effettuato e rinunciarvi, ottenendone in cambio il rimborso.

Per quanto riguarda il mondo dell'e-learning, della formazione digitale e della vendita di corsi e video corsi online, è necessario distinguere varie casistiche, per poter meglio comprendere quando effettivamente la legge lo prevede.



E-learning e diritto di recesso


Innanzitutto il mercato di riferimento, quello su cui intendiamo posizionare e vendere il nostro prodotto. 

Se il nostro corso viene prodotto per il mercato italiano deve necessariamente sottostare alla legge italiana, e quindi prevedere per determinati casi, che a breve approfondiremo, il diritto di recesso. Diversamente, se un corso prodotto in Italia viene però indirizzato per la vendita in altri paesi, si potrà, laddove non previsto dalle normative locali, fare a meno di questa clausola contrattuale. 

Dobbiamo inoltre specificare due diverse casistiche anche per quanto riguarda il tipo di corso online che andiamo a creare e proporre sul mercato. 

Nel caso di un corso, di un percorso formativo, creato ad hoc per un'azienda o per un privato, quindi costruito attorno alle sue richieste ed esigenze, la legge italiana non prevede alcun obbligo di rimborso. Possiamo semplificare dicendo che in caso di personalizzazione decade il diritto del consumatore di recedere dal contratto e richiedere il conseguente rimborso economico.

Se al contrario il video corso non è personalizzato, ma è standardizzato per una moltitudine di clienti, allora il consumatore, il nostro cliente, può esercitare e far valere il suo diritto. 

Un ultima precisazione va fatta per il tipo di cliente che può esercitare questo diritto. 

Infatti se la legge lo prevede per consumatore privato, lo stesso non fa per le aziende. Quindi se il nostro cliente è un'azienda, teoricamente non dovremmo preoccuparci del rimborso. Diciamo teoricamente, perchè come vedremo fra poco, potrebbe comunque rappresentare sia per noi che per i nostri clienti una buona strategia quella di concedere questa possibilità anche alle aziende. 

Chi quindi in sintesi può esercitare questo diritto? 

Qualsiasi nostro cliente privato che abbia acquistato un corso non personalizzato. Ma, c'è un ma, solo se non ha fruito del nostro prodotto. 

Se per un bene materiale è più facile stabilire l'uso che ne è stato fatto o meno dal consumatore, su un corso virtuale, posizionato e fruibile su qualche piattaforma e-learning, la questione si complica un po'. 



E' possibile determinare con matematica certezza quando un video corso possa definirsi fruito da un cliente?