3 Settembre 2020
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Podia vs Teacheable, Thinkific, Kajabi

Nel precedente articolo abbiamo analizzato le principali piattaforme online su cui è possibile pubblicare i nostri corsi, soffermandoci su Teachable, Thinkific e Kajabi, come 3 principali top players del mercato.


Ora estendiamo l’analisi anche ad altre piattaforme, così da poterle confrontare sempre con gli stessi parametri che sono 

* il costo

* modalità di creazione e gestione dei corsi

* il player dei corsi visualizzato dagli studenti 

* possibilità di personalizzazione della piattaforma 

* sistemi di gestione dei prezzi e pagamenti 


Oggi in particolare vediamo cosa e quanto offre PODIA!



Il costo


Partiamo dal costo

A differenza di Teachable, Thinkific e Kajabi, Podia offre due piani e non 3. 

Il focus qui non è tanto sulle features, quanto sul livello dell’utente. 

Se sei alle prime armi e devi caricare il tuo primo corso, viene consigliato il piano da 39 dollari al mese, mentre se hai già un’attività il piano suggerito costa 79 dollari al mese. 

Anche Podia offre la possibilità di sottoscrivere un piano annuale, andando a risparmiare circa sempre un 20%.

L’offerta di base è in linea con le 3 principali piattaforme viste in precedenza, abbiamo corsi e studenti illimitati, zero fee sul transato, ad eccezione di quelle per i gateway di pagamento, e supporto 7 giorni su 7.

Ma mancano le importanti  possibilità di personalizzazione che Theachable, Thinkific e Kajabi offrono già coi piani di partenza. 

Il piano più costoso di Podia da la possibilità di creare memership, blog, integrazioni con terze parti e qualche strumento di marketing. 

Possiamo vedere che entrambi i pacchetti proposti costano meno dei piani consigliati dai leaders del mercato, ma occorre ben comprendere se offrono anche meno prima di poter affermare che il rapporto qualità prezzo sia effettivamente più vantaggioso. 



La modalità di creazione e gestione dei corsi


Proviamo allora a caricare il nostro corso. 

Possiamo scegliere se iniziare subito a creare il corso, oppure farci guidare in un tour della piattaforma o partecipare ad un webinar esplicativo. 

Prima di addentrarci, notiamo che sempre sulla dashboard compare una card di overview molto interessante. 

Qui possiamo monitorare il numero dei nostri studenti, le sottoscrizioni, le vendite e i nostri guadagni. 

Utile quando si avvia un business di questo tipo poter avere subito sott’occhio queste informazioni ed è di facile consultazione. Peccato che nessuno dei top players lo abbia pensato o copiato.

Iniziamo a creare il corso…ma siamo subito spostati sulla creazione della pagina su cui sarà poi visualizzato. 

Anche nel menu create, il prodotto, ossia il nostro corso, non occupa una posizione prioritaria. 

Possiamo dire che l’approccio è poco focalizzato sull’e-learning. 

Non a caso, a differenza delle altre piattaforme viste, si propone anche per la vendita di e-books, audio books, check-list, creazione di webinar e così via. 

Infatti quando cerchiamo di creare un nuovo prodotto possiamo scegliere se creare un corso, un file digitale scaricabile,  o un webinar. 

Una volta dato un nome al nostro corso, possiamo iniziare. 

La struttura è divisa in sezioni e contenuti, anche se non è molto chiara. Una volta creata la prima sezione infatti le successive vanno create cliccando “aggiungi contenuti”…un po’ fuorviante direi!

Un po’ scomodo il metodo di caricamento dei file che prevede solo un “drag and drop”, che per quanto intuitivo,  non consente l’accesso diretto ai file da selezionare. 

Un po’ confuso anche il metodo con cui cambiare l’ordine dei moduli del corso, per le sezioni occorre cliccare le frecce sulla destra, mentre per i singoli contenuti è presente un drag and drop. 

È possibile inserire file video, audio o immagini, dei link, del testo o dei quiz. L’editor per i quiz è valido, ma non è presente la possibilità che offre Thinkific di inserire la spiegazione alla domanda. 

È sempre possibile accedere alla preview del corso, ma occorre ricordarsi di pubblicare sia le sezioni che i contenuti, e riteniamo che anche questa parte sia parecchio confusa…

per il materiale video o i testi occorre segnarli come previewable, per i quiz c’è il tasto pubblica, le sezioni vanno in automatico…per pubblicare l’intero corso…

occorre cliccare un altro menu ancora, quello in alto a destra con la voce draft. 

Poco intuitivo e parecchio dispersivo. 

Ma notiamo qui la possibilità di effettuare un pre-lancio, cosa che contraddistingue questa piattaforma dalle altre. Viene data praticamente la possibilità di collezionare le mail dei potenziali clienti, prima ancora che effettuino l’acquisto…sempre che loro la lascino chiaramente!



Il player dei corsi visualizzato dagli studenti


Ma passiamo ora alla visualizzazione del player

Apriamo la preview del corso…

Dopo aver cliccato sulla copertina del nostro corso, lo studente si ritrova davanti tutta la struttura dettagliata. 

Il layout di sezioni e contenuti non è molto chiaro, non salta all’occhio subito la gerarchia che c’è fra vari moduli, come succede invece coi competitor. 

I quiz inoltre non sono visualizzabili nella modalità preview quindi…sorpresa!

Un punto a favore? Il tracciamento dell’avanzamento video, se uno studente vede metà video può riprenderlo da dove lo aveva lasciato…ma solo se si ricorda, perché anche se visto per pochi secondi verrà segnato come letto! Solo tornandoci sopra si scoprirà che è stato visto per pochi secondi e ci verrà chiesto se si desideri riprenderne la visione…direi un bel no comment meritato. 


La possibilità di personalizzazione della piattaforma


Vediamo ora le possibilità di personalizzazione della piattaforma

Ottima la possibilità di scegliere fra 5 tipi differenti di versione, in particolare la light o dark mode. Ma anche la versione custom è semplice, intuitiva e ben personalizzabile.

L’unica pecca è che potendo gestire la personalizzazione di ogni singola sezione indipendentemente potremmo arrivare a farci prendere la mano e trovarci ad avere un risultato poco coerente e accattivante. 

Forse sarebbe stato meglio che l’impostazione di dark o light mode valesse per l’intera pagina.

In generale il fatto di poter caricare foto di qualsiasi formato, verticale, orizzontale o quadrato senza avere precisi e chiari suggerimenti crea qualche problema sicuramente per chi è alle prime armi con la progettazione di una webpage.

In conclusione secondo noi le possibilità di personalizzazione offerte potrebbero essere buone, anche rispetto a qualche competitor, ma la troppa libertà lasciata all’utente rende tutto controproducente, peccato!



I sistemi di gestione dei prezzi e dei pagamenti


Veniamo infine alla gestione dei prezzi e dei pagamenti. 

In questo frangente la piattaforma risulta poco trasparente e chiara. Per poter capire quali possibilità di pricing abbiamo a disposizione per il nostro prodotto dobbiamo prima necessariamente collegare un account Stripe o PayPal. Un’operazione un po’ forzata verso l’utente. 

È possibile impostare un prezzo one time o a rate,  ma non ad abbonamento, come sulle principali piattaforme del mercato.  

Punto a favore la gestione dell’IVA per i paesi europei, che risulta ancora migliore di Teachable

Utile e non presente fra i competitor principali la gestione dei coupon. 



Conclusioni


Bene, abbiamo analizzato insieme le principali possibilità offerte da Podia

* Per quanto riguarda il costo possiamo dire che presenta piani più economicamente vantaggiosi rispetto ai competitors. La qualità della piattaforma però è inferiore nel complesso a quella dei concorrenti. In sostanza il rapporto qualità-prezzo è buono e onesto, ma dobbiamo essere consapevoli che stiamo acquistando un prodotto che offre anche meno rispetto agli altri. 

* Per la modalità di creazione e gestione dei corsi possiamo dire che Podia si posiziona a parimerito coi competitors. Per quanto alcuni passaggi siano un po’ confusi il processo di creazione è abbastanza semplice. 

* Il player dei corsi visualizzato dagli studenti non è paragonabile a quello offerto da Thinkific, né tantomeno a quello di Teachable o Kajabi, mancando inoltre un app mobile dedicata. 

* La possibilità di personalizzazione della piattaforma è abbastanza buona, ma non possiamo in questo caso assolutamente assegnare un parimerito. 

* Da ultimo per quanto riguarda i sistemi di gestione dei prezzi e pagamenti, se il punto andrebbe  ai competitors che offrono un piano di pagamento in più, la gestione ottimale dell’iva e la presenza dei coupon fanno ottenere a Podia un parimerito. 


Possiamo concludere dicendo che Podia è fra tutte quelle analizzata fino ad ora la piattaforma più semplice per chi si approccia per la prima volta a questo business. 

Secondo noi però il risultato che si può ottenere con questa piattaforma non è ottimale e risulta meno professionale rispetto a quello che si può presentare ai propri potenziali clienti scegliendo Teachable, Thinkific e Kajabi. Nel nostro confronto non a caso è riuscita a strappare al massimo una posizione di parimerito, senza però mai brillare in nessuna della categorie analizzate. 

Per chi desidera provare a cimentarsi per vedere se la sua idea può funzionare rappresenta un buon test, ma per chi desidera avviare un business più strutturato è forse meglio fare un’altra scelta. 


La scelta finale della piattaforma resta ora a voi, tenete sempre presente che aldilà delle scelte estetiche e funzionali, ciò che conta è sempre l’esperienza utente che avranno i nostri studenti, perché uno studente soddisfatto è un cliente soddisfatto. 


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