Quali contenuti occorrono per un videocorso

Vi siete decisi a registrare il vostro videocorso, avete preso tutta l’attrezzatura necessaria, avete studiato come utilizzarla al meglio e adesso?  In questo articolo vedremo quali tipi di contenuto dobbiamo produrre per creare un corso.

26/03/2020

Avendo già un’idea degli argomenti che tratteremo, quello che occorre ora è progettare più in dettaglio il nostro corso. 

Un corso, un buon videocorso non è molto diverso da un documentario. 

Deve avere 3 scopi principali: deve dare informazioni, deve spiegare e illustrare procedure e deve anche intrattenere, per mantenere alto il livello di attenzione e per non annoiare i nostri studenti. 

Per raggiungere questi 3 obiettivi ci servono 6 tipologie di contenuto:

  1. A - Roll
  2. Parlati
  3. Suoni d'ambiente
  4. B-Roll
  5. Grafica
  6. Musiche  


  1. A ROLL. E’ il video principale, quello con il soggetto che tiene il corso. Viene anche definito A-Roll. Principale non vuol dire che si vedrà per la maggior parte del tempo, significa che su questo contenuto verrà strutturato tutto il resto. Se usiamo una fotocamera con ingresso audio e microfono esterno avremo già anche il parlato, altrimenti avremo questo tipo di contenuto in una traccia a parte.
  2. I PARLATI.  In gergo SOT, sound on tape, sono le tracce audio con tutti i dialoghi presenti all’interno del corso, principalmente la voce narrante. Ma non solo, nei parlati potremo avere anche altre voci, ad esempio quelle di altri docenti oppure di eventuali persone intervistate. Queste tracce vengono raccolte tramite un registratore audio separato, che potrebbe anche essere il nostro smartphone oppure saranno già comprese nei video se abbiamo utilizzato una fotocamera con ingresso audio.
  3. SUONI D’AMBIENTE. Servono a contestualizzare quello che illustreremo col vide; se ad esempio stiamo facendo un corso di giardinaggio, sarà utile registrare il suono della paletta mentre affonda nel terreno, oppure se parliamo di cucina, registrare l’acqua che bolle o il cibo che si arrostisce. Questi suoni normalmente vengono trascurati perchè il microfono è solitamente rivolto al soggetto che parla, di conseguenza i suoni dell’ambiente risultano fortemente attutiti. E’ buona cosa fare delle registrazioni specifiche di questi suoni con il microfono in prossimità dell’azione. Tutti questi suoni verranno poi inseriti opportunamente in fase di montaggio.  
  4. B-ROLL. Sono i video secondari che verranno tagliati e montati sul video principale (A-roll). Come detto all’inizio non è detto che il video principale sarà quello che si vedrà per la maggior parte del tempo; infatti in un buon corso, ciò che i nostri studenti vedranno per la maggior parte del tempo saranno i b-roll. Saranno tanti e solitamente di breve durata, normalmente senza audio, servono a raffigurare quello che si sta spiegando con il video principale. Seguendo sempre gli esempi fatti in precedenza, se stiamo parlando di cucina e stiamo dicendo di mettere dell’olio in una pentola, dovremo avere un b-roll che faccia vedere quest’azione a cui andremo poi a sovrapporre il parlato e i suoni d’ambiente opportuni in fase di montaggio. Un buon corso conterrà diverse sequenze di b-roll che avranno lo scopo di far capire agli studenti quello che devono fare, quello che devono ottenere, quello che devono immaginarsi. La tipologia di B roll cambia molto in funzione della tipologia del corso che si vuole realizzare. Ad esempio per un corso di yoga, i b roll saranno riprese che mostrano i movimenti e le pose da effettuare, per un corso di cucina mostreranno la preparazione dei vari ingredienti, in un corso di programmazione, i b roll saranno sostituiti dalle registrazioni dello schermo del computer, tipicamente realizzate con un software come OBS o SCREEN FLOW. Lo stesso discorso vale per eventuali registrazioni dello schermo dello smartphone o del tablet. In alcuni casi i b roll possono anche essere riprese aeree effettuate con dei droni. Qualunque sia il nostro corso assicuriamoci di aver a disposizione una buona quantità di b roll per rappresentare al meglio l’argomento ai nostri studenti.  
  5. GRAFICA. Comprende tutti quegli elementi grafici, anche animati, come icone, testi, immagini e schemi, che è utile mostrare all’interno del corso. In certi casi, come ad esempio le animazioni, questi diventano dei veri e propri b-roll, mentre negli altri casi sono integrati nella visualizzazione degli altri contenuti. È importante prestare attenzione allo stile che avranno le nostre grafiche perché questo andrà a far parte del nostro brand, rendendo quindi i nostri corsi immediatamente riconducibili a noi.  
  6. MUSICHE. Questo punto molto spesso viene trascurato, ma non va sottovalutato. Le musiche svolgono 2 importanti funzioni: la prima è quella di introdurre un cambiamento, ad esempio l’inizio di un argomento, la sua conclusione o il passaggio ad un altro, la seconda è quella di fungere da sottofondo. Questa non deve disturbare il nostro studente ma lo deve guidare attraverso tutto il percorso formativo. Inoltre copre eventuali disturbi di fondo delle nostre tracce audio e svolge un’importante funzione di branding dei nostri contenuti. I nostri studenti riusciranno a capire anche ad occhi chiusi che si tratta del nostro corso.  


Tutti questi elementi verranno poi montati in modo da costituire il nostro contenuto finito, esattamente come accade nei documentari. 

Chiaramente avremo bisogno di opportuni software di montaggio, i più noti sono FINAL CUT PRO X e ADOBE PREMIERE, ma ne esistono anche di gratuiti sia per Mac che per Windows, ad esempio Imovie e Movie maker. 

Possiamo addirittura montare i nostri contenuti da tabLet e smartphone, ad esempio utilizzando Lumafusion per IOS,  FilmoraGo e Kinemaster sia per IOS che Android. 


Adesso che abbiamo capito tutti gli elementi che compongono il contenuto di un corso, possiamo iniziare ad immaginare tutto il materiale che dovremo registrare e ottenere, e pensare alla progettazione degli argomenti che tratteremo. 


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